Follia, quando a mancare è la comunicazione
Il termine follia deriva dal latino folle, la cui origine indica il vuoto. Nel corso della storia la definizione di follia è stata mutata dalla società e dalla cultura dei popoli che ancora oggi non trovano nel termine parere unico ed univoco. In psichiatria e psicologia, il termine follia indica una parziale o totale condizione psichica che si conforma con scarsa aderenza del soggetto al piano di realtà. La sua ampia manifestazione è solitamente riversata nel panorama sociale.
Il mezzo attraverso cui si manifesta tale follia è l’agito comportamentale della persona, le sue relazioni personali ed interpersonali, gli stati psichici che sempre causano sofferenza per il soggetto e per gli altri.
La difficoltà nel trovare una genesi per la follia ha rimandato lo sguardo sulle profonde interazioni olistiche che ne sono alla base. Le attuali frontiere mediche hanno mostrato una fragilità nel prevenire e comprendere la follia e per tale motivo ne ha classificato i sintomi, a discapito di una nosografia critica che puntualmente si concentra su quali siano stati i nodi critici che abbiano condotto a gesti devianti discostanti dalla norma sociale. Nel XX secolo, Basaglia1 affermò che “la storia della follia è storia di un giudizio, quindi della graduale evoluzione dei valori, delle regole, delle credenze, dei sistemi di potere su cui si fonda il gruppo sociale e su cui si iscrivono tutti i fenomeni nel processo di organizzazione della vita associata”.
Nell’attuale contesto clinico forense il termine follia viene spesso utilizzato in modo informale per connotare l’instabilità mentale del soggetto, mentre nella professione medica (psicologico/psichiatrica) l’etichetta follia viene evitata a favore di una precisa diagnosi che verte sulle diverse malattie mentali elencate dai manuali DSM (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali).
Tuttora rappresenta una condizione innaturale e/o probabilmente l’extrema ratio della mente stessa per soddisfare le più latenti sofferenze mai arrivate ad elaborazione. Così la follia raggiunge la sua manifestazione che appare più irrazionale e imprevedibile ed è ciò che va sotto il nome di “disturbo mentale”.
Ma cosa e chi possiamo etichettare con il termine follia?
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