L’ipnosi Ericksoniana
Sin dall’antichità, l’ipnosi è stata una forma di terapia.
In particolare, l’ipnosi è uno stato modificato della coscienza in cui le persone entrano periodicamente. Questa viene utilizzata in psicoterapia, portando il paziente ad utilizzare le proprie associazioni mentali, i propri ricordi reconditi al fine di garantire il benessere psicologico e fisico.
La terapia non ha particolari schemi da seguire; tutto è correlato nei confronti del paziente che ci si trova davanti.
Nel corso del tempo, però, il concetto di ipnosi ed il modo in cui utilizzarla sono fortemente cambiati, in particolare grazie allo psichiatra e clinico americano Milton Erickson, il quale ne ha rivoluzionato l’uso scientifico e clinico.
Ipnosi Ericksoniana: in teoria
L’approccio di Milton Erickson può essere definito di tipo naturalistico e positivo: naturalistico perché è importante che la situazione del paziente venga accettata così come si presenta al terapeuta, non è necessario andare a modificare le strutture psicologiche della persona. Positivo perché emergono degli aspetti, quelli funzionali del soggetto, utili e necessari al cambiamento.
L’ipnosi ericksoniana ha dato vita ad una nuova considerazione del rapporto terapeuta-paziente: è fondamentale che tra i due si instauri una relazione di reciproco rispetto e collaborazione, poiché questo tipo di terapia necessita di una buona dose di fiducia e, di soggettività nell’affrontare l’ipnosi.
Essa è considerata il caposaldo di molte terapie brevi, tra cui l’approccio breve strategico, e la PNL (Programmazione Neuro-Linguistica): è, infatti, volta a prendere in considerazione ed analizzare i problemi attuali, quelli che creano maggior disagio al paziente al momento in cui si affronta la terapia. Viene considerata come una terapia pragmatica, volta a garantire il benessere presente e futuro.
Ipnosi Ericksoniana: in pratica
Milton Erickson ha schematizzato il processo di ipnosi in 3 fasi: preparazione, trance terapeutica, e ratifica del cambiamento ottenuto.
- Preparazione: è la primissima fase, consistente in uno step di conoscenza tra il paziente ed il terapeuta. Questa fase è considerata fondamentale per instaurare un rapporto solido tra i due, volta a garantire quella fiducia necessaria per il processo di terapia. Durante gli incontri iniziali il terapeuta si informa circa il bagaglio esperenziale e le conoscenze del paziente, al fine di intraprendere una terapia che rispetti appieno le esigenze del soggetto
- Trance terapeutica: in questa fase gli stati emotivi del paziente sono momentaneamente alterati, facendo sì che egli diventi più ricettivo ed aperto a nuove funzioni che garantiscano la buona riuscita della terapia. Non esiste uno schema preciso per arrivare ad uno stato di trance, ma gli indicatori fisiologici corporei che dimostrano ciò possono essere una mobilità corporea, chiusura degli occhi, mancanza di riflesso, catalessi.
- Ratifica del cambiamento ottenuto: è il momento in cui il terapeuta rende il paziente consapevole del progresso della terapia, comunicandogli i cambiamenti che l’ipnosi sta portando a livello psicologico e fisiologico. Rendere il paziente consapevole dei propri miglioramenti serve per far sì che i comportamenti precedenti, disfunzionali, vengano rimossi. Molti pazienti si accorgono in maniera autonoma di ciò, mentre altri tendono ad avere meno accortezza, necessitando di un aiuto nell’individuazione.
Patologie in cui utilizzare l’ipnosi Ericksoniana
L’obiettivo terapeutico è quello di garantire il benessere psichico e fisico del paziente attraverso la trance.
La trance ipnotica, rappresenta l’occasione nella quale il terapeuta, tramite l’applicazione dell’ipnosi, modifica le strutture e gli schemi ordinari messi in atto dal paziente. Questo strumento terapeutico, risulta efficiente ed efficace e non invasivo, poiché il paziente utilizzerà le proprie risorse per variare i modelli e le associazioni mentali che risultano disfunzionali e muoverli verso schemi di funzionamento che permettano la risoluzione dei problemi.
L’ipnosi, risulta funzionale per diverse problematiche e/o disturbi, tra questi:
- Dipendenze comportamentali
- Problemi di ansia
- Disturbi del sonno
- Disturbi dell’adattamento
- Fobie
- Elaborazioni del trauma
- Nel dolore ischemico
- Nel dolore cronico
- Nelle cefalee acute
- In piccoli interventi chirurgici (entra in funzione agendo come “anestetico”)
La terapia ipnotica, inoltre, aiuta anche la capacità di memoria e aumenta il livello di autostima, affievolendo la timidezza: la mente si alleggerisce, liberandosi del peso imponente delle fonti ansiose e fortificando la componente emotiva.
Con la Gentile collaborazione di Veronica Pacifici
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