L’articolo si propone di trattare una tra le nuove forme di dipendenza tra le cosiddette “New Addiction”, così come indicate dalla letteratura internazionale, in cui non è implicato l’utilizzo di una sostanza tossico-chimica, ma una o più attività lecite/legali e socialmente riconosciute, come lo shopping, il gioco d’azzardo, l’utilizzo di Internet, il lavoro, il sesso, le relazioni sentimentali e video game ingenerale. Tutti questi comportamenti, pur essendo considerati come normali abitudini o attività della vita quotidiana, possono, per alcuni versi e per alcuni individui, divenire delle vere e proprie dipendenze comportamentali, che sconvolgono ed invalidano l’esistenza del soggetto stesso e del suo sistema relazionale. Le dipendenze comportamentali, infatti, si manifestano quando vi è l’urgente bisogno di dover praticare un’attività, per riempire un qualche vuoto e tutto questo, a lungo andare, condurrà inconsapevolmente all’autodistruzione. Pertanto, anche se non vi è assunzione di sostanze chimiche, il quadro fenomenologico è molto simile a quello della tossicodipendenza e dell’alcolismo.

I fattori della dipendenza

La dipendenza è una manifestazione estremamente articolata, che comprende una molteplicità di fattori, concernenti il comportamento delle persona in tutti i suoi aspetti, che vanno dalla sua storia personale, le sue evidenze psicologiche e le ripercussioni che scaturiscono da tale esperienza. Per tale presupposto il concetto di dipendenza può essere definito secondo molteplici punti di vista, ed una definizione unica ed univoca risulterebbe alquanto fragile nella sua spiegazione. È infatti oggi riduttivo spiegare ad esempio il concetto di tossicodipendenza avvalendosi esclusivamente alle caratteristiche chimiche della sostanza, o comunque appellandosi ad un unico tratto di fragilità della personalità del soggetto. Da una prospettiva psicologica si ritiene opportuno focalizzare l’attenzione sulla costruzione delle relazioni che il soggetto costruisce e il valore che assegna a tali relazioni, poiché gli stessi scambi patologici possono innescare la medesima relazione con la sostanza dandole particolare significato (Shaffer, 1996 Rigliano, 1998). Per questo motivo sarebbe opportuno comprendere che non è il tipo di sostanza o di attività a causare la dipendenza, ma il rapporto o l’interazione che si instaura tra il soggetto, l’oggetto e il contesto. G. Bateson (1976, 1984) ha formulato un concetto molto interessante per chiarire la complessità dei sistemi di interazioni tra persone, spiegando che queste relazioni/interazioni non procedono lungo una struttura che richiama un unico aspetto. Quindi ciò che si determina in seguito ad un evento agisce e retroagisce sulle cause, andando a ristrutturare il vissuto e la percezione della persona e delle sue relazioni. Pertanto non sono le cause a determinare il comportamento, ma è l’esito del comportamento stesso che, creando un particolare significato, ne faciliterà o meno la reiterazione. Prendendo in considerazione i presupposti sistemici di G. Bateson, Rigliano (1998) teorizza una definizione sulla dipendenza ricca di significato: “La dipendenza è ciò che risulta dall’incrocio tra il potere che la sostanza ha in potenza e il potere che quella persona è disposta ad attribuire alla sostanza”. Il soggetto, avente un insieme di caratteristiche e di necessità, potrebbe nel suo cammino incontrare l’oggetto della dipendenza che potrebbe essere una sostanza, un comportamento o una relazione, di conseguenza potrebbe sviluppare un’esperienza speciale dettata dalla ristrutturazione che la persona subisce a seguito del particolare incontro.

Psiche e Azzardo

La propensione al gioco è presente in ognuno di noi. Probabilmente potremmo tutti definirci giocatori occasionali (scommettiamo in occasione dei Mondiali di calcio, una schedina del superenalotto) o regolari (ogni settimana o una volta al mese compriamo un “gratta e vinci”).In questi casi il gioco rappresenta un passatempo, un’attività piacevole, il sogno di una vincita che permetterebbe di abbandonare una quotidianità forse un po’ noiosa e frustrante, ma non tutti siamo per questo giocatori d’azzardo.

Il gioco d’azzardo patologico o compulsivo è poco conosciuto, sicuramente per il fatto di avere un’apparenza innocua, socialmente ben accettata e con profonde tradizioni popolari. In realtà, finché la sua pratica si mantiene nei termini di una tranquilla frequentazione, esso può svolgere un ruolo ricreativo e ludico assolutamente positivo. Significativi problemi nascono quando, per una serie complessa e profonda di cause, il piacere del gioco diventa un impulso incontrollabile, patologico, che arriva a stravolgere i rapporti familiari, sociali, finanziari in una maniera forse ancora troppo sconosciuta nel nostro paese.

Un giocatore veramente dipendente è una persona in cui l’impulso per il gioco diviene un bisogno irrefrenabile e incontrollabile, al quale si accompagna una forte tensione emotiva ed una incapacità, parziale o totale, di ricorrere ad un pensiero riflessivo e logico. L’autoinganno e il ricorso a ragionamenti apparentemente razionali assumono la funzione di strumenti di controllo del senso di colpa e innestano ed alimentano un circolo autodistruttivo in cui se il giocatore dipendente perde, giustifica il suo gioco insistente col tentativo di rifarsi e di “riuscire almeno a riprendere i soldi persi”, se vince si giustifica affermando che “è il suo giorno fortunato e deve approfittarne”, sottolineando una temporanea vittoria che supporta, attraverso una realtà vera ma alquanto instabile e temporanea, questa affermazione interiore o esteriore.

Lo stato mentale di un giocatore patologico è pertanto estremamente diverso da quello di un giocatore anche assiduo non patologico e si caratterizza per il raggiungimento di uno stato similare alla sbornia, con una modificazione della percezione temporale, un rallentamento o perfino blocco del tempo, che nasce da una tendenza a raggiungere uno stato alterato di coscienza completamente assorbiti, fino ad uno stato di estasi ipnotica, dal gioco. Talvolta questa condizione della mente è favorita da un reale consumo di alcolici o di altre sostanze, associato al gioco, che alimenta la perdita di controllo della propria condotta.

TO BE CONTINUED….

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