L’amore rappresenta da sempre, nelle sue diverse forme di attaccamento, un profondo e naturale bisogno dell’essere umano.

Tuttavia, può capitare che si verifichi qualche squilibrio tra dare e ricevere, essere presente – essere assente tra lo spazio dell’individualità e lo spazio della coppia; l’amore in questo caso diventa uno stato quotidiano di sofferenza fino a trasformarsi in una vera e propria dipendenza affettiva.

Caratteristiche della dipendenza affettiva

“Senza di te la mia vita non ha senso.” È questa una delle espressioni pronunciate più frequentemente da chi soffre di dipendenza affettiva.

La dipendenza affettiva si manifesta in una tipologia di relazione malsana, in cui si stabilisce un vero e proprio bisogno fisiologico e psicologico nel partner; è caratterizzata principalmente da un eccessivo investimento di sé stessi e dei propri sentimenti nei confronti del partner (da parte di chi è dipendente), non di rado, alla base vi è una scarsa autostima che porta la persona a far di tutto pur di garantire la felicità ed i bisogni del proprio partner, annullandosi completamente. In particolare, il dipendente affettivo ha paura della separazione, della solitudine e della distanza, di ritornare ad un precedente vuoto, riempito oggi con sentimenti ed impegni “per l’altro”.

Non è un qualcosa immediatamente percepibile, il più delle volte, è il tempo o le persone più vicine che cercano di farci notare che vi è una dispercezione, un autoinganno che ci siamo costruiti e che forzatamente difendiamo, negando la realtà oggettiva della relazione.

Vi è differenza tra amore e dipendenza affettiva: la differenza sta nel grado di autonomia che l’individuo ha nella capacità di dare un significato alla sua individualità. L’amore è infatti l’essenza unica di due persone che si compensano e completano, che si dirigono verso una direzione unica, scelta da entrambe e mai forzata, infatti, l’unione, parte da persone che si percepiscono come esseri completi e non disgregati. Solo così è possibile non perdersi nell’altro.

La persona coinvolta, non è autonoma e non riesce a percepire l’amore nella sua purezza: il continuo stato di allarmismo e paura di separazione generano perenne tensione. In questo modo il rapporto col partner non è più una libera scelta, ma una questione di vita o di morte. Senza l’altro non si ha la percezione di esistere.

La dipendenza affettiva rientra nel mondo delle dipendenze senza sostanze ma presenta diverse condivisioni con altri tipi di dipendenza (gioco d’azzardo, shopping, web, video game ecc.), compreso quelle da sostanze:

  • Ebbrezza: la persona prova un piacere incontrollabile quando sta col partner. Piacere che non riesce a provare in nessun altra occasione.
  • Tolleranza: riduce sempre di più il proprio tempo per dedicarsi completamente al partner, pur di non lasciarlo mai da solo.
  • Astinenza: la persona esiste solo quando esiste il partner. Senza ci si sente come abbandonati in un tunnel senza via d’uscita. L’altro è visto come quella fonte che garantisce benessere, euforia, eccitazione…al pari della sostanza o nell’atto di una scommessa ecc.
  • Incapacità di controllare i comportamenti: si hanno distorsioni di realtà, dispercezioni, giustificazioni a comportamenti inappropriati del partner, ci si sente colpevoli se il proprio partner ha qualcosa che non va, non corrisponde. In altri momenti, quelli di lucidità, il dipendente si rende conto che il proprio comportamento non è giustificato e, che l’unica soluzione e scogliere questo malsano rapporto. Di fatto queste alternanze fanno pendere l’ago della bilancia in modo opposto e contrario, azionando un meccanismo in cui il dipendente sente di doversi dedicare ancora di più al partner, pur di renderlo felice.

Alcuni tra i principali fattori 

Anche se molto spesso la dipendenza affettiva si sviluppa maggiormente nelle donne, non ha né età né sesso, infatti, può presentarsi tra adolescenti e non meno nell’uomo.

Potremmo individuare 4 principali fattori legati alla dipendenza affettiva:

  1. Fattori biologici: legati soprattutto ad un funzionamento scorretto del circuito neuronale della dopamina, principale neurotrasmettitore legato ai processi di gratificazione e motivazione. Nelle personalità dipendenti tale circuito è fortemente compromesso.
  2. Fattori psicologici-familiari: legati soprattutto alla tendenza dei membri della famiglia a manifestare intromissioni nelle azioni di altri membri della famiglia. In rapporti come questi i legami sono labili e confusi. Tutto ciò potrà creare una base per la dipendenza affettiva (un esempio è quello in cui i figli vengono trattati come sostituti di partner).
  3. Fattori individuali: bassa autostima, tratti ansiosi, ossessivi e paranoici.
  4. Fattori ambientali: intesi come il vivere in ambienti ristretti, non allargando il proprio bagaglio, volgendo lo sguardo al mondo esterno. Inoltre, sempre più oggi vi è la possibilità di conoscere l’anima gemella nel mondo del web, un mondo astratto, per certi versi vicino per altri molto lontano.

A livello cognitivo, la persona con dipendenza affettiva è fermamente convinta di essere incapace ed impotente, al contrario del partner, considerato come una divinità in grado di fronteggiare qualsiasi situazione. Per questo motivo, il soggetto assume comportamenti di adulazione e ammirazione nei confronti del partner.

Le persone dipendenti evitano sempre di rimanere da soli, sia in situazioni che implicano il prendere importanti decisioni, sia nella vita quotidiana, poiché si sentono incapaci di affrontare la vita.

Tendono a sottomettersi, rischiando di trovare un partner narcisista che li manipoli. Mostrano addirittura sconforto quando questa sottomissione non avviene, poiché si sentono ignorati o pensano di fare ancora troppo poco per il partner.

Provano una gelosia ossessiva verso il partner, arrivando a non tollerare neanche i membri della famiglia più prossimi.

Uscirne è possibile…….

La prima fase del processo terapeutico si concentra su come “funziona” il problema e come si manifesta e mantiene. Le storie e i sintomi che lo caratterizzano, partendo dal presupposto che ogni persona è unica ed irripetibile, così come lo sono le sue relazioni e il modo di percepirle. Rendersi conto delle ripercussioni che la relazione affettiva ha nella vita della persona che ne subisce l’influenza in modo disfunzionale e dipendente. Importante è analizzare il sistema percettivo reattivo della persona, quali sono le emozioni che vive, i pensieri ricorrenti, i comportamenti che mette in atto e quelli tentati per interrompere il circolo vizioso di un affettività malsana e disfunzionale. Inoltre, la convinzione che gli blocca, che ostinatamente vieta di vivere una vita funzionale e un legame sano.

Il principale ostacolo per uscire dalla dipendenza affettiva è quella di ammettere di avere un problema. Infatti, molto spesso il dipendente affettivo nega fortemente di essere, appunto, dipendente: afferma di provare un amore spassionato per il partner, di aver trovato il compagno della vita, di essere felici insieme, risulta difficile ammettere la propria dipendenza.

Il più delle volte, sono gli altri che spingono verso una terapia, che cercano di portare in evidenza gli autoinganni costruiti “uno schiaffo non è amore”, “se lui può farlo, forse anche tu puoi farlo”.

Il primo passo in ambito terapeutico, non è il repentino allontanamento dal partner, a cui si opporrebbe una forte resistenza o eventualmente astinenza ma, la spinta verso una presa di coscienza e consapevolezza del proprio modo di sabotarsi ed auto-ingannarsi.

Nella prima fase della terapia la persona comincia a intuire come funzioni la sua dipendenza e quali ricadute abbia sulla propria vita e, di fatto, comincia a notare quanto le osservazioni che emergono incontro dopo incontro risultino esatte e incredibilmente predittive di quanto accade tra un incontro e il successivo (167 ore).

Di fatti, l’inizio del cambiamento inizia proprio quando si tocca il fondo e si sperimenta la vera disperazione: in questi momenti ci si rende conto che qualcosa non funziona, trovando la giusta spinta per emergere e tirarsi fuori da questa relazione dipendente. Il percorso non si focalizza sul distacco dal partner da cui si è dipendenti, ma nel riconoscimento di essere una persona autonoma, individuale, un’unità indissolubile. È proprio questa consapevolezza che permetterà di scegliere, prima o poi, il partner adatto.

Bibliografia

1.Attili G. (2004) Attaccamento e amore. Cosa si nasconde dietro la scelta del partner? Milano: Il mulino.

2.Daniel P. (2008) La dipendenza affettiva, come riconoscerla e liberarsene. Milano: Paoline

 

Si ringrazia VERONICA PACIFICI per la sua preziosa collaborazione nella stesura dell’articolo.

Categorie: Articoli

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