REALTÀ DI PRIMO E SECONDO ORDINE
L’insieme delle modalità con cui ognuno di noi, personalmente, percepisce la realtà, le attribuisce un particolare significato e di conseguenza vi reagisce. Tramite le esperienze e le diverse interazioni sia con se stessi che con gli altri o ancor più con il sistema ed i contesti, la persona erige i criteri e le modalità con cui interpretare la realtà, che riguardano ciò che quotidianamente chiamiamo abitudini e di conseguenza la risposta al percepire con il reagire. Il nostro sistema percettivo-reattivo agisce come un sorta di filtro che seleziona i significati da dare alle cose o alle situazioni, così da confinare un evento e avere la possibilità di tradurlo e interpretarlo in qualche modo in rapporto a diversi criteri, quali emozioni, logiche, valori ecc. Il sistema percettivo-reattivo è individuale e fortemente connesso con i sistemi e l’ambiente.
La distinzione tra realtà di primo e di secondo ordine sono di fondamentale importanza nella comunicazione, in particolare per il modello pragmatico della comunicazione elaborato dalla scuola di Palo Alto. La differenza esistente tra i due livelli riguarda in particolar modo la percezione della realtà che, differisce dalle interpretazioni che diamo ad essa. La percezione che abbiamo di un qualcosa di materiale, di un oggetto, anche il più semplice, può essere la stessa rispetto alle persone che ci circondano nello stesso momento e, sono anche loro osservatori dello stesso oggetto in questione. La vera differenza risiede nel nostro personale modo di comunicare intorno a questa percezione, ossia non la conoscenza oggettiva, ma il significato che ognuno, personalmente, attribuisce all’oggetto o alla situazione in questione. È di questa interpretazione che si alimenta l’interazione tra più individui ed è sempre su queste che si costruisce la realtà. Di essa, quindi, non esiste un’unica ed univoca versione e solo se vi è un accordo concreto tra i soggetti interagenti sulle molteplici variazioni che la possono caratterizzare, può esistere la comunicazione. In campo psicologico e comunicativo, non ci si può esimere dall’evidenza che si agisce sempre sulla modalità di costruzione della realtà con altri modi di interpretarla, quindi su e con realtà di secondo ordine.
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