Ansia – Panico – Fobia

Sempre più spesso, nell’attività clinica e terapeutica, capita di dover affrontare problematiche di ansia, panico e fobia. Molti clinici, infatti, si sono focalizzati su queste problematiche, al fine di evidenziare come questi si presentino e gradualmente, nel tempo, peggiorino sempre di più, rendendo particolarmente disfunzionale la persona che ne soffre. La persona ansiosa, che in un dato momento sperimenta episodi di forte paura tende ad avere comportamenti evitanti verso il mondo esterno: smette di uscire, di frequentare locali chiusi, di intrattenere rapporti amichevoli, aspetti che riducono notevolmente la qualità della vita.

Si cerca di esporsi il meno possibile a tutte quelle situazioni che potrebbero metterla in diretto contatto con episodi di ansia. Il tutto contornato anche da alterazioni fisiologiche come battito cardiaco accelerato, eccessiva sudorazione, senso di vuoto e svenimento.

Per ovviare tutto questo, chi soffre di ansia tende a mettere in moto meccanismi che cercheranno di sfuggire, a loro modo, dall’ansia, mettendo in atto una serie di tentate soluzioni che non fanno altro che alimentare il problema stesso.

In questo modo, invece di affrontare il problema, lo si evita, creando così un circolo vizioso. che porterà a peggiorare il disturbo.

Difficoltà di questo genere sono risolvibili attraverso una terapia che miri a focalizzarsi sul problema esistente, al fine di creare strategie per eliminare la fonte del disagio: la Terapia Breve Strategica

 

La Terapia Breve Strategica

La terapia breve strategica è un intervento terapeutico, mirato a ristrutturare le modalità attraverso le quali chiunque di noi costruisce la realtà che poi agisce-subisce.

La terapia non deve essere considerata solo come un modello di “cura” da seguire, ma anche come una vera e propria scuola di pensiero su come ogni individuo stabilisce relazioni con il mondo esterno, e con gli altri.

È, in particolare, una terapia che agisce su due fronti: da una parte elimina quei sintomi considerati disfunzionali per lo stato psicofisico della persona, dall’altra, aiuta a cambiare le modalità percettive-reattive attraverso le quali costruisce il proprio Sé, ed i propri rapporti.

La terapia strategica si differenzia dalle altre poiché si basa sul concetto di “conoscere il problema attraverso la soluzione”: un terapeuta strategico non si affida ad una teoria sulla “natura umana”, si focalizza non solo sulla patologia presentata ma sul concetto di funzionale e disfunzionale del comportamento della persona e delle suo modalità di interazione.

Quindi, l’obiettivo principale è quello di risolvere il problema nel modo più rapido possibile ma, allo stesso tempo efficiente ed efficace così da garantire il benessere psicofisico della persona e di coloro che la circondano.

Osservando da vicino gli strumenti della terapia strategica, decade la convinzione che una terapia, per essere efficace, debba durare per anni poiché si cerca di risanare problemi radicati da tempo nella persona. Di fatto, grazie all’approccio breve strategico, si possono sbloccare in tempi rapidi problemi e disturbi già persistenti da molto.

Questo perché la terapia, agendo sullo stato emotivo, psichico e fisico, modifica anche tutto ciò che un paziente portare dentro da anni. I nuovi schemi mentali suggeriti aiuteranno la persona ad avere una visione diversa sia del presente, sia del passato.Ovviamente, esistono casi che richiedono una terapia più lunga e mirata.

Tuttavia, la prerogativa di un intervento funzionale è che la terapia dovrà essere efficiente ed efficace in modo tale da garantire effetti positivi nel modo più rapido possibile.

Come agisce la Terapia Breve Strategica sull’ansia?

L’approccio strategico focalizza l’attenzione su come il problema si manifesta e agisce sulla persona, ma soprattutto su quali meccanismi disfunzionali si basa per tentare di risolvere le difficoltà persistenti.

La persona viene guidata dal terapeuta, mediante esperienze mirate, a costruire quelle abilità e quelle strategie di problem-solving che permettono di gestire il problema per superarlo efficacemente e ritrovare quella stabilità emotiva persa.

Il paziente, sarà portato a sperimentare una serie di concrete esperienze emozionali correttive che lo condurranno ad agire (in prima persona) sul problema presente – in questo caso sull’ansia – acquisendo autonomia nella capacità di gestire la realtà.

Modificando la percezione, segue il cambiamento delle reazioni e successivamente della consapevolezza che si ha del problema.

La presa di coscienza, infatti, inizierà ad esistere già dalle primissime sedute ed aumenterà fino alla completa risoluzione, portando la persona ad alti livelli di funzionalità.

Con la Gentile collaborazione di Veronica Pacifici

Bibliografia

Botti M., Dacrema E., Educazione strategica, 2016, Milano, La Feltrinelli

Nardone G., Watzlawick P., Brief Strategic Therapy, 2004, Rowman & Littlefield Publishers Inc, MD, USA

Categorie: Articoli

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